Esiti "Ri-emergere Bergamo"

Esiti "Ri-emergere Bergamo"

La settimana scorsa sono stati presentati gli esiti di "Ri-Emergere Bergamo", l'indagine che dà voce ai bambini, ai giovani e agli adulti/famiglie e che ha visto il coinvolgimento della Fondazione Demarchi.
Voluta dal Comune di Bergamo l'indagine ha voluto comprendere i bisogni delle famiglie colpite dall'emergenza Covid-19 e ha visto la partecipazione dei cittadini nella compilazione di un questionario on line anonimo suddiviso per fasce d’età: bambini 5-8 anni, giovani tra i 9 e 19 anni e adulti con età superiore ai 20 anni, con un focus ai genitori con bambini 0-4 anni.

Le dimensioni di analisi, diversificate per questionario, hanno riguardato la vita quotidiana e gli stili di vita, gli aspetti relazionali e loro eventuali cambiamenti, le preoccupazioni e le reazioni emotive all’emergenza sanitaria, gli aspetti scolastici e lavorativi, oltre al profilo socio-demografico degli intervistati.
Per raggiungere il maggior numero possibile di bambini, ragazzi e genitori, è stato anche coinvolto il mondo della scuola attraverso una comunicazione dedicata a sensibilizzare alunni e famiglie alla partecipazione numerosa all’indagine. 

Nel periodo di rilevazione, 9 dicembre 2020 - 15 gennaio 2021, sono stati compilati 5.862 questionari così suddivisi: bambini/e 547; giovani 2.215; adulti/famiglie 3.100.

Queste alcune considerazioni espresse dalle nostre ricercatrici Alba Civilleri e Liria Veronesi:
“Tra i risultati principali dell’indagine rivolta ai bambini ed alle bambine tra i 5 e gli 8 anni emerge un forte bisogno di socialità; ai bambini e alle bambine manca molto incontrare i nonni, gli amici e i compagni di scuola. L’indagine ci ha permesso di rintracciare alcune risorse sulle quali puntare per lo sviluppo del benessere e un importante ruolo è giocato dalla coscienziosità e dal capitale psicologico.
Dall’indagine rivolta ai giovani emerge un forte grido di malessere, più del 44% dei giovani dichiara di non sentirsi bene, anche in questo caso è stato possibile individuare come le dimensioni del capitale psicologico giochino un ruolo fondamentale come fattori di protezione del benessere, mentre uno dei fattori di rischio è lo stress causato dal sovraccarico per le attività scolastiche.
Per quanto riguarda gli adulti un aspetto che si è posto in particolare evidenza è quello relativo ai carichi di cura verso i figli e verso i familiari anziani che necessitano di assistenza. L’emergenza Covid ha avuto innanzitutto un impatto sui tempi di cura: rispetto al periodo pre-covid, è aumentato il tempo quotidiano dedicato alle attività di cura dei figli e dei familiari anziani, con conseguente incremento della percezione di sovraccarico di cura che va ad aggiungersi alla percezione di un elevato sovraccarico di lavoro. E qui si rimanda alla difficoltà e alla fatica di conciliare tempi di lavoro e tempi di cura, resa ancora più stringente in questo specifico periodo emergenziale. I rispondenti adulti riferiscono di essere preoccupati per i figli soprattutto per quanto riguarda il loro benessere psicologico ma ancora di più preoccupano il loro futuro e il loro sviluppo e la loro crescita. In riferimento ai familiari anziani, ciò che desta particolare preoccupazione è il loro stato di salute, il loro benessere psicologico e la condizione di isolamento che molti di loro stanno vivendo.
Comparando gli esiti dei tre questionari sono evidenti le alterazioni nello stile di vita, sappiamo che le variazioni sul ritmo sonno-veglia, sulle abitudini alimentari e sulle abitudini nell’attività fisica possono essere un campanello d’allarme, in effetti, in tutte le fasce d’età intervistate sono rilevanti le alterazioni. Tra le principali quelle relative alla minore attività fisica; ancora, appare allarmante il dato sulle alterazioni del ritmo sonno-veglia dichiarate da circa il 64% dei giovani.”